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Circolazione delle auto d’epoca: quali sono le normative?

La domanda è molto semplice: si può circolare liberamente con un auto d’epoca? Beh, dipende dalla regione italiana in cui sei e dalle regole che questa segue. Impariamo quali sono le regole per la circolazione su strada di un auto d’epoca e come queste cambino a seconda della zona del belpaese nella quale ti trovi. Cominciamo.

Restrizioni per la circolazione delle auto d’epoca

Capiamo insieme qual è la normativa circa la circolazione su strada di un auto d’epoca. Oltre ad avere delle agevolazioni fiscali per il loro particolare status, le auto d’epoca sono apprezzate anche per alcune delle norme stradali che le privilegiano. Se da un lato questi bellissimi veicoli hanno una tassa di possesso agevolata, il bollo auto oscillante ed assicurazioni più basse, dall’altro hanno anche delle restrizioni. Prima, però, vediamo come sono disciplinate a livello normativo.

Le auto d’epoca sono disciplinate dall’articolo 60 del Codice della Strada. Questo decreto legislativo (D.Lgs. 285/92) prevede che le auto d’epoca appartengono alla categoria delle autovetture con caratteristiche atipiche, di interesse storico e collezionistico (nel caso specifico di moto e di auto storiche). Questi devono necessariamente essere radiati dal PRA per essere considerati veicoli d’epoca e bisogna certificare di avere e di continuare a salvaguardare le caratteristiche della costruzione originale dell’auto. Le autovetture d’epoca con queste caratteristiche hanno l’obbligo di essere iscritte ai registri storici contenuti nell’articolo 60 del CdS.

Cosa dice il Codice della Strada sulla circolazione delle auto d’epoca? 

Codice della strada circolazione auto d'epoca

I veicoli d’epoca possono circolare solo in determinate occasioni quali manifestazioni, eventi e raduni riservati a tali autovetture. Per poter circolare liberamente le auto d’epoca devono essere munite di una particolare autorizzazione che permetta loro di raggiungere la sede della manifestazione attraverso un percorso prestabilito. Ad autorizzare le auto d’epoca a tali spostamenti è la direzione generale della motorizzazione (MCTC) del comune di riferimento. In questo documento (che deve essere convalidato da una descrizione precisa dei partecipanti dall’organizzatore dell’evento stesso) devono essere specificate le velocità consentite, i percorsi ed il tipo di veicolo.

Quando avviene un passaggio di proprietà da un possessore all’altro di un auto d’epoca questo scambio deve essere comunicato direttamente alla direzione generale della Motorizzazione (MCTC).

Per il Codice della Strada, è importante sapere che, tutti i veicoli appartenenti ai registri storici come Asi, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI e Storico Lancia sono auto d’epoca (e/o storiche a seconda dei casi specifici).

Se l’auto d’epoca con cui intendi viaggiare viene autorizzato con un foglio di via ed una targa provvisoria (grazie, articolo 99 del Codice della Strada) allora puoi circolare con un’auto d’epoca. Complimenti! In questo documento vengono indicate la validità, il percorso che puoi effettuare ed, ancora, la durata della sua validità insieme alla velocità massima che l’auto d’epoca può affrontare senza mettere in pericolo chi viaggia al suo interno. Quali sono i limiti che il codice della strada impone per questa tipologia di veicolo? 40 chilometri all’ora a meno che l’impianto frenante del veicolo non agisca su una sola ruota (25 chilometri all’ora massimi consentiti) oppure se il veicolo non ha gli pneumatici la velocità permessa scende a 15 chilometri orari.

Se ti stai chiedendo come ottenere l’autorizzazione, devi rivolgerti all’ufficio provinciale della Motorizzazione (Direzione Generale della MCTC) spiegando a quale evento o raduno parteciperai a nome dell’ente organizzatore dell’evento stesso.

In sostanza, quindi, le restrizioni per la circolazione di un’auto d’epoca sono tali nella misura in cui un’auto d’epoca può circolare soltanto munita di foglio di via e targa provvisoria (previa concessione della motorizzazione) e solo per eventi, raduni o manifestazioni che le riguardano. Se il veicolo circola al di fuori del percorso stabilito o supera la velocità concordata dall’articolo 99 del codice della strada per un numero di volte superiore a 3 dopo la segnalazione ufficiale, c’è il ritiro ed il sequestro della macchina.

Solo le auto d’epoca considerate storiche possono circolare sul territorio italiano senza limite alcuno, l’importante è dimostrare che parti meccaniche del veicolo sono perfettamente integre e che la loro manutenzione sia costante.

Circolazione delle auto d’epoca: non tutte le regioni sono uguali! 

Le auto d’epoca sono soggette a restrizioni sulla libera circolazione, per quanto abbiamo visto fino a questo momento. In Italia, però, non tutte le regioni e le province applicano lo stesso regolamento per la circolazione delle auto d’epoca. Facciamo un po’ di chiarezza. Non esiste, infatti, un regolamento unico in materia.

In Lombardia è permesso il transito a qualunque veicolo d’epoca, basta avere o l’attestato di storicità o un documento di omologazione ed identità rilasciato dal registro storico. Il Piemonte, invece, limita il transito ai registri storici ed i suoi iscritti soprattutto nelle zone a traffico limitato. In Toscana basta ottenere l’attestato di storicità per circolare mentre a Roma il discorso è più complicato: le moto sì, le auto no, ma anche sì a chi è iscritto ad un registro storico. C’è un po’ di confusione in materia alla regione Lazio. In Liguria si parla di libertà per i veicoli storici dei registri nazionali e quelli diretti alle manifestazioni. Il Veneto (in particolare Venezia) ha mille ed uno motivi per far circolare solo veicoli di interesse storico e collezionistico, no alle auto d’epoca insomma. Padova, Bologna e Reggio Emilia, invece, si limitano soltanto alle manifestazioni. Napoli si astiene totalmente, complice una ZTL ambientale non molto chiara.

L’unica soluzione è informarsi preventivamente presso la motorizzazione provinciale di appartenenza e quella in cui si svolgerà la manifestazione, a questo punto. Ed anche un’occhiata al sito della Regione potrebbe aiutarti a chiarire.

Officine Storiche Napoletane

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